Calliptamus italicus: azioni tempestive e prodotti

Calliptamus italicus neonato

Calliptamus italicus neonato

Come indicato nel Bollettino cavallette n.8 del 22 maggio 2014 , è giunto il momento di agire per prevenire le pullulazioni di Calliptamus italicus.

I trattamenti dovranno essere tempestivi e localizzati alle aree di schiusa (grillare) presso le quali si trovano gli individui appena nati. E’ bene ricordare che a questo punto della stagione gli individui si trovano concentrati in queste aree, anche di pochissimi metri quadrati.

Per i trattamenti si indica l’uso di prodotti a base di Spinosad o Deltametrine. L’utilizzo di Piretro naturale non viene più indicato per la sua bassa persistenza e veloce degradazione alla luce solare. Prodotti dalla persistenza superiore, come quelli sopra citati, possono avere un’efficacia maggiore.

E’ bene ricordare che le schiuse – e dunque la comparsa – di questi insetti saranno scalari per le prossime settimane. E’ necessario quindi monitorare costantemente le aree di interesse per identificare eventuali altre grillare ed intervenire nuovamente come indicato.

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Calliptamus italicus: è ora di prepararsi

20140513_124832Sono ufficialmente iniziate le schiuse di Calliptamus italicus, la più preoccupante tra le due specie del progetto a causa del suo impatto su prati e colture orticole e per la sua abbondanza negli ultimi anni.

L’obiettivo è quello di agire tempestivamente, in modo tale da ridurre al minimo il numero di individui che raggiungeranno l’età adulta e, di conseguenza, ridurre al minimo i danni.

Nei primi 10/15 giorni dalle schiuse gli individui sono molto piccoli (mezzo centimetro circa), e restano concentrati nelle aree di deposizione delle uova (localizzate in pochi metri quadri), senza spostarsi molto.

In questo primo periodo, a causa della scarsa mobilità e delle ridotte dimensioni, il danno causato da questi insetti è estremamente limitato, dunque è fondamentale che le azioni di controllo raggiungano un rapporto efficacia/danno accettabile.

Considerando che le schiuse, e dunque la comparsa degli individui giovani, continueranno per circa 60 giorni, è fondamentale differenziare le strategie di azione per le realtà domestiche (piccoli orti, giardini e piccole colture hobbistiche) rispetto alle grandi aziende con diversi ettari di terreno coltivato:

Per le piccole proprietà domestiche, qualora fossero individuate le aree delle schiuse, si può procedere ad un trattamento immediato e localizzato alle sole aree di presenza (pochi metri quadri) con prodotti a base di piretro naturale o Spinosad secondo le indicazioni di etichetta. Questi trattamenti potranno essere ripetuti nelle stesse aree se gli insetti comparsi dopo il trattamento dovessero nuovamente raggiungere un’abbondanza notevole (indicativamente nel giro di 20/25 giorni).

Per le aziende di maggiori dimensioni, che avranno al loro interno diverse aree di schiusa, è conveniente aspettare un periodo di 15/20 giorni prima di intervenire utilizzando gli stessi prodotti riportati sopra. l’attesa consentirà di avere un effetto su un numero più elevato di individui, mentre un trattamento immediato su ampie superfici comporterebbe un abbondante utilizzo di prodotti (e dunque costi elevati) che avrebbe effetto solo su quei pochi insetti già emersi dal suolo, lasciando la possibilità di svilupparsi a quegli individui emersi nei giorni successivi.

Nell’attesa di iniziare i trattamenti, i proprietari e i gestori delle aziende agricole sono invitati a verificare la presenza di Calliptamus italicus all’interno dei propri terreni e nelle aree limitrofe, in modo tale da poter agire “a colpo sicuro” quando sarà il momento.

Molte specie, molta confusione! Una guida per non confondersi

Come molti avranno notato, e come già avevamo scritto, Barbitistes vicetinus e Calliptamus italicus non sono le uniche due specie di cavallette presenti nell’area del progetto.

In questi giorni, complice l’attesa della comparsa dei primi individui di Calliptamus italicus, è facile confondere la nostra specie-target con altre specie che fanno parte da sempre dell’ambiente e che possono creare preoccupazione, anche se innocue.

Partiamo col dire che Calliptamus italicus non è ancora stato visto dagli operatori del progetto, nonostante i siti di monitoraggio siano stati interamente predisposti e la presenza sul territorio sia costante. Niente specie-target per ora, dunque, ma non tarderà ad arrivare.

Quando emergeranno, a seguito delle schiuse delle uova, i giovani esemplari di Calliptamus italicus saranno riconoscibili perché piccoli (circa mezzo centimetro al momento delle schiuse), molto scuri (bruno scuro, quasi nero) e dalle antenne corte (figura 1).

Neonato di Calliptamus italicus

Figura 1: Neonato di Calliptamus italicus

Una specie con cui ci si può confondere è Euchorthippus declivus, della famiglia Acrididae (come Calliptamus italicus), molto comune e che presenta, a differenza di Calliptamus italicus, una colorazione molto più chiara ed una lunghezza superiore (attorno a 1 centimetro) (figura 2). Nella stessa famiglia sono visibili anche specie del genere Glyptobothrus spp. In ogni caso si tratta di specie non segnalate come dannose.

Figura 2: Euchorthippus declivus. notare la colorazione più chiara (fonte: http://www.pyrgus.de)

Figura 2: Euchorthippus declivus. notare la colorazione più chiara (fonte: http://www.pyrgus.de)

Altre specie visibili fanno parte della famiglia Tettigonidae. Come Tettigonia viridissima, di cui abbiamo già parlato, si tratta di possibili predatori anche a danno delle specie oggetto di studio. Si tratta delle cavallette del genere Pholidoptera spp. ed Eupholidoptera (figura 3); la presenza di queste specie indica che, a seguito delle abbondanti pullulazioni di Barbitistes vicetinus e Calliptamus italicus degli ultimi anni, anche i predatori stanno aumentando di numero, probabilmente grazie alla maggiore abbondanza di prede.

Figura 3: esemplare del genere Eupholidoptera rinvenuto nelle aree di studio. Si noti la parte dell'addome color verde brillante

Figura 3: esemplare del genere Eupholidoptera rinvenuto nelle aree di studio. Si noti la parte dell’addome color verde brillante

Questo tipo di crescita “ritardata” dei predatori rispetto agli erbivori è tipica di molte popolazioni animali, dagli insetti fino ai mammiferi.

Anche in questo caso, il colore degli insetti è molto più chiaro, se non completamente diverso (verde) rispetto al bruno scuro di Calliptamus italicus.

 

Incontri informativi per la cittadinanza

Il progetto SOS cavallette si presenta alla cittadinanza.

è stato indetto un incontro informativo, ripetuto tre volte in tre diverse aree dei Berici e dei Lessini Vicentini, durante il quale verrà presentato il progetto e la sua struttura, le attività di monitoraggio e ricerca e i mezzi di comunicazione e divulgazione predisposti per un’efficace trasmissione delle informazioni.

Il calendario degli incontri è il seguente:

  • Martedì 13 maggio a Lonigo, presso la sala convegni di piazza Garibaldi, ore 20,30
  • Mercoledì 14 maggio a Nanto, presso l’Antica Pieve, ore 20,30
  • Giovedì 15 maggio a Cornedo Vicentino, presso la Vecia Filanda in via Cavour, ore 20,30

Agli incontri sono invitati tutti gli interessati all’argomento

Scarica la locandina

Riunione con i Comuni

Martedì 22 aprile, presso l’istituto “N. Strampelli” di Lonigo, sede del Servizio Fitopatologico della Provincia di Vicenza, si è tenuto un incontro tra l’equipe del progetto SOS cavallette ed i referenti dei comuni dell’area Berica e della bassa Lessinia.

Un momento della riunione del 22 aprile. In piedi a sinistra Luca Mazzon (coordinatore per il DAFNAE), alla cattedra Giacomo Cavalletto (sinistra, DAFNAE) e Sergio Carraro (Serv. Fitopatologico)

Un momento della riunione del 22 aprile. In piedi a sinistra Luca Mazzon (coordinatore per il DAFNAE), alla cattedra Giacomo Cavalletto (sinistra, DAFNAE) e Sergio Carraro (Serv. Fitopatologico)

La riunione è servita a spiegare nel dettaglio l’organigramma del progetto, coordinato dal Servizio Fitopatologico Provinciale, le attività sperimentali di controllo e monitoraggio condotte dal dipartimento DAFNAE dell’Università degli Studi di Padova, e i mezzi di comunicazione e divulgazione impiegati per diffondere le notizie e gli approfondimenti (bollettini, questo blog, pagina Facebook e Twitter).

Con l’occasione sono state introdotte alcune note su altre specie di insetti particolarmente nocivi sul verde urbano: le cocciniglie dell’alloro (Ceroplastes japonicus e Ceroplartes ceriferus), la piralide del bosso (Diaphania perspectalis) e la cameraria minatrice dell’ippocastano (Cameraria ohridella).