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Sperimentazione di nuovi strumenti di lotta – Faraone e avifauna da cortile

1828_bigTra i metodi alternativi agli insetticiti per il controllo delle cavallette è stato proposto, a seguito di esperienze in altre regioni, l’impiego di faraone (Numida meleagris).

L’impiego di questo particolare animale, come di altra avifauna da cortile, è mirato a sfruttare la naturale predazione a danno delle cavallette che questo uccello è in grado di esercitare.

Una sperimentazione scientifica sull’efficacia di questo metodo è in corso dal mese di aprile soptto il coordinamento del Dipartimento Prevenzione dell’ULSS 6 di Vicenza e del dipartimento DAFNAE dell’Università di Padova. Lo scopo della sperimentazione, come per i funghi entomopatogeni, è quello di verificare quanto questa possa essere una soluzione impiegabile per un effettivo controllo delle pullulazioni di cavallette.

Il controllo da parte delle faraone prevede un periodo in cui gli animali vengono abituati al “pascolo”, ossia vengono accompagnati all’interno del terreno e riaccompagnati nel recinto di riposo la sera.

La quantità di insetti mangiati dipende da diversi fattori: per molti galliformi la dieta è prevalentemente a base di insetti nel periodo di sviluppo, mentre si basa maggiormente su fonti alimentari di origine vegetale una volta raggiunta l’età adulta. La quantità di insetti ingeriti, inoltre, dipende dalle dimensioni dell’insetto stesso: più grandi sono gli insetti, prima gli uccelli si sazieranno (in sostanza, una volta che le cavallette sono adulte ne verranno uccise meno).

In ultima analisi l’utilizzo di faraone sembra avere buona efficacia in ambiti ristretti, prevalentemente domestici, esercitando un controllo puntiforme specialmente nella fase di sviluppo degli uccelli.

In attesa dei dati completi da parte del gruppo di ricerca, possiamo affermare che le faraone, così come altri metodi di lotta, difficilmente possono essere considerati come la soluzione definitiva al problema delle pullulazioni di cavallette. L’efficacia di un sistema controlla sta nell’integrazione di diversi metodi e nell’applicazione dei più efficai per ogni singolo ambito.

Monitoraggio di Calliptamus italicus

Le attività di monitoraggio da parte dell’equipe continuano tutte le settimane per una mappatura delle presenze di cavallette nel territorio indagato e per sperimentare l’efficacia dei trattamenti.

Di seguito alcune foto per sottolineare la situazione di questi giorni, in cui coesistono individui adulti e neonati a causa della scalarità delle schiuse.

Calliptamus italicus neonato

Calliptamus italicus neonato

Individuo giovane di Calliptamus italicus

Individuo giovane di Calliptamus italicus

Individui giovani (a diversi stadi di sviluppo) di Calliptamus italicus

Individui giovani (a diversi stadi di sviluppo) di Calliptamus italicus

Individuo giovane di Calliptamus italicus. Sono evidenti gli abbozzi alari

Individuo giovane di Calliptamus italicus. Sono evidenti gli abbozzi alari

Calliptamus italicus adulto. Evidente il colore rosaceo della parte terminale delle zampe posteriori

Calliptamus italicus adulto. Evidente il colore rosaceo della parte terminale delle zampe posteriori

Calliptamus italicus adulto

Calliptamus italicus adulto

Nemici naturali: un ragno ha catturato e bloccato nella ragnatela un esemplare giovane di Calliptamus italicus

Nemici naturali: un ragno ha catturato e bloccato nella ragnatela un esemplare giovane di Calliptamus italicus

Ricercatori dell'equipe DAFNAE effettuano un conteggio di Calliptamus italicus

Ricercatori dell’equipe DAFNAE effettuano un conteggio di Calliptamus italicus

Trattamenti sperimentali. I focolai possono essere trattati con mezzi semplici, come i diffusori manuali

Trattamenti sperimentali. I focolai possono essere trattati con mezzi semplici, come i diffusori manuali

Sperimentazione di nuovi strumenti di lotta – Funghi Entomopatogeni

Corpo di ortottero ricoperto da funghi entomopatogeni

Corpo di ortottero ricoperto da funghi entomopatogeni

All’interno del progetto “SOS cavallette”, oltre al monitoraggio e all’indicazione di intervento, si sta svolgendo una meticolosa attività di sperimentazione scientifica da parte del dipartimento DAFNAE dell’Università di Padova.

La sperimentazione in atto ha lo scopo di testare l’efficacia di metodi per il controllo delle cavallette alternativi ai prodotti già disponibili in commercio e registrati per questo specifico utilizzo.

Un possibile strumento di contrasto specifico sono i funghi entomopatogeni, cioè dei funghi in grado di vivere a spese dell’insetto fino a portarlo a morte.

Per quanto riguarda il controllo degli ortotteri si sta sperimentando l’efficacia di alcune specie di fungo appartenenti al genere Metarhizium spp. tramite applicazione in laboratorio su stadi giovanili e adulti delle due specie di cavallette oggetto di indagine e con controlli periodici.

Il successo nella sperimentazione consentirebbe di ottenere uno strumento per il controllo biologico degli ortotteri, in grado di focalizzare la propria azione solo sulle cavallette evitando l’impatto su altre specie tipico degli insetticidi generici.

Ad oggi, non ci sono prodotti a base di Metarhizium spp. registrati per il controllo delle cavallette in agricoltura o in ambito domestico. La sperimentazione si ripropone di fornire dei dati che possano condurre all’autorizzazione dell’utilizzo di questo strumento già dai prossimi anni.

Calliptamus italicus: azioni tempestive e prodotti

Calliptamus italicus neonato

Calliptamus italicus neonato

Come indicato nel Bollettino cavallette n.8 del 22 maggio 2014 , è giunto il momento di agire per prevenire le pullulazioni di Calliptamus italicus.

I trattamenti dovranno essere tempestivi e localizzati alle aree di schiusa (grillare) presso le quali si trovano gli individui appena nati. E’ bene ricordare che a questo punto della stagione gli individui si trovano concentrati in queste aree, anche di pochissimi metri quadrati.

Per i trattamenti si indica l’uso di prodotti a base di Spinosad o Deltametrine. L’utilizzo di Piretro naturale non viene più indicato per la sua bassa persistenza e veloce degradazione alla luce solare. Prodotti dalla persistenza superiore, come quelli sopra citati, possono avere un’efficacia maggiore.

E’ bene ricordare che le schiuse – e dunque la comparsa – di questi insetti saranno scalari per le prossime settimane. E’ necessario quindi monitorare costantemente le aree di interesse per identificare eventuali altre grillare ed intervenire nuovamente come indicato.

Calliptamus italicus: è ora di prepararsi

20140513_124832Sono ufficialmente iniziate le schiuse di Calliptamus italicus, la più preoccupante tra le due specie del progetto a causa del suo impatto su prati e colture orticole e per la sua abbondanza negli ultimi anni.

L’obiettivo è quello di agire tempestivamente, in modo tale da ridurre al minimo il numero di individui che raggiungeranno l’età adulta e, di conseguenza, ridurre al minimo i danni.

Nei primi 10/15 giorni dalle schiuse gli individui sono molto piccoli (mezzo centimetro circa), e restano concentrati nelle aree di deposizione delle uova (localizzate in pochi metri quadri), senza spostarsi molto.

In questo primo periodo, a causa della scarsa mobilità e delle ridotte dimensioni, il danno causato da questi insetti è estremamente limitato, dunque è fondamentale che le azioni di controllo raggiungano un rapporto efficacia/danno accettabile.

Considerando che le schiuse, e dunque la comparsa degli individui giovani, continueranno per circa 60 giorni, è fondamentale differenziare le strategie di azione per le realtà domestiche (piccoli orti, giardini e piccole colture hobbistiche) rispetto alle grandi aziende con diversi ettari di terreno coltivato:

Per le piccole proprietà domestiche, qualora fossero individuate le aree delle schiuse, si può procedere ad un trattamento immediato e localizzato alle sole aree di presenza (pochi metri quadri) con prodotti a base di piretro naturale o Spinosad secondo le indicazioni di etichetta. Questi trattamenti potranno essere ripetuti nelle stesse aree se gli insetti comparsi dopo il trattamento dovessero nuovamente raggiungere un’abbondanza notevole (indicativamente nel giro di 20/25 giorni).

Per le aziende di maggiori dimensioni, che avranno al loro interno diverse aree di schiusa, è conveniente aspettare un periodo di 15/20 giorni prima di intervenire utilizzando gli stessi prodotti riportati sopra. l’attesa consentirà di avere un effetto su un numero più elevato di individui, mentre un trattamento immediato su ampie superfici comporterebbe un abbondante utilizzo di prodotti (e dunque costi elevati) che avrebbe effetto solo su quei pochi insetti già emersi dal suolo, lasciando la possibilità di svilupparsi a quegli individui emersi nei giorni successivi.

Nell’attesa di iniziare i trattamenti, i proprietari e i gestori delle aziende agricole sono invitati a verificare la presenza di Calliptamus italicus all’interno dei propri terreni e nelle aree limitrofe, in modo tale da poter agire “a colpo sicuro” quando sarà il momento.