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Monitoraggio di Calliptamus italicus

Le attività di monitoraggio da parte dell’equipe continuano tutte le settimane per una mappatura delle presenze di cavallette nel territorio indagato e per sperimentare l’efficacia dei trattamenti.

Di seguito alcune foto per sottolineare la situazione di questi giorni, in cui coesistono individui adulti e neonati a causa della scalarità delle schiuse.

Calliptamus italicus neonato

Calliptamus italicus neonato

Individuo giovane di Calliptamus italicus

Individuo giovane di Calliptamus italicus

Individui giovani (a diversi stadi di sviluppo) di Calliptamus italicus

Individui giovani (a diversi stadi di sviluppo) di Calliptamus italicus

Individuo giovane di Calliptamus italicus. Sono evidenti gli abbozzi alari

Individuo giovane di Calliptamus italicus. Sono evidenti gli abbozzi alari

Calliptamus italicus adulto. Evidente il colore rosaceo della parte terminale delle zampe posteriori

Calliptamus italicus adulto. Evidente il colore rosaceo della parte terminale delle zampe posteriori

Calliptamus italicus adulto

Calliptamus italicus adulto

Nemici naturali: un ragno ha catturato e bloccato nella ragnatela un esemplare giovane di Calliptamus italicus

Nemici naturali: un ragno ha catturato e bloccato nella ragnatela un esemplare giovane di Calliptamus italicus

Ricercatori dell'equipe DAFNAE effettuano un conteggio di Calliptamus italicus

Ricercatori dell’equipe DAFNAE effettuano un conteggio di Calliptamus italicus

Trattamenti sperimentali. I focolai possono essere trattati con mezzi semplici, come i diffusori manuali

Trattamenti sperimentali. I focolai possono essere trattati con mezzi semplici, come i diffusori manuali

Calliptamus italicus: azioni tempestive e prodotti

Calliptamus italicus neonato

Calliptamus italicus neonato

Come indicato nel Bollettino cavallette n.8 del 22 maggio 2014 , è giunto il momento di agire per prevenire le pullulazioni di Calliptamus italicus.

I trattamenti dovranno essere tempestivi e localizzati alle aree di schiusa (grillare) presso le quali si trovano gli individui appena nati. E’ bene ricordare che a questo punto della stagione gli individui si trovano concentrati in queste aree, anche di pochissimi metri quadrati.

Per i trattamenti si indica l’uso di prodotti a base di Spinosad o Deltametrine. L’utilizzo di Piretro naturale non viene più indicato per la sua bassa persistenza e veloce degradazione alla luce solare. Prodotti dalla persistenza superiore, come quelli sopra citati, possono avere un’efficacia maggiore.

E’ bene ricordare che le schiuse – e dunque la comparsa – di questi insetti saranno scalari per le prossime settimane. E’ necessario quindi monitorare costantemente le aree di interesse per identificare eventuali altre grillare ed intervenire nuovamente come indicato.

Calliptamus italicus: è ora di prepararsi

20140513_124832Sono ufficialmente iniziate le schiuse di Calliptamus italicus, la più preoccupante tra le due specie del progetto a causa del suo impatto su prati e colture orticole e per la sua abbondanza negli ultimi anni.

L’obiettivo è quello di agire tempestivamente, in modo tale da ridurre al minimo il numero di individui che raggiungeranno l’età adulta e, di conseguenza, ridurre al minimo i danni.

Nei primi 10/15 giorni dalle schiuse gli individui sono molto piccoli (mezzo centimetro circa), e restano concentrati nelle aree di deposizione delle uova (localizzate in pochi metri quadri), senza spostarsi molto.

In questo primo periodo, a causa della scarsa mobilità e delle ridotte dimensioni, il danno causato da questi insetti è estremamente limitato, dunque è fondamentale che le azioni di controllo raggiungano un rapporto efficacia/danno accettabile.

Considerando che le schiuse, e dunque la comparsa degli individui giovani, continueranno per circa 60 giorni, è fondamentale differenziare le strategie di azione per le realtà domestiche (piccoli orti, giardini e piccole colture hobbistiche) rispetto alle grandi aziende con diversi ettari di terreno coltivato:

Per le piccole proprietà domestiche, qualora fossero individuate le aree delle schiuse, si può procedere ad un trattamento immediato e localizzato alle sole aree di presenza (pochi metri quadri) con prodotti a base di piretro naturale o Spinosad secondo le indicazioni di etichetta. Questi trattamenti potranno essere ripetuti nelle stesse aree se gli insetti comparsi dopo il trattamento dovessero nuovamente raggiungere un’abbondanza notevole (indicativamente nel giro di 20/25 giorni).

Per le aziende di maggiori dimensioni, che avranno al loro interno diverse aree di schiusa, è conveniente aspettare un periodo di 15/20 giorni prima di intervenire utilizzando gli stessi prodotti riportati sopra. l’attesa consentirà di avere un effetto su un numero più elevato di individui, mentre un trattamento immediato su ampie superfici comporterebbe un abbondante utilizzo di prodotti (e dunque costi elevati) che avrebbe effetto solo su quei pochi insetti già emersi dal suolo, lasciando la possibilità di svilupparsi a quegli individui emersi nei giorni successivi.

Nell’attesa di iniziare i trattamenti, i proprietari e i gestori delle aziende agricole sono invitati a verificare la presenza di Calliptamus italicus all’interno dei propri terreni e nelle aree limitrofe, in modo tale da poter agire “a colpo sicuro” quando sarà il momento.

Molte specie, molta confusione! Una guida per non confondersi

Come molti avranno notato, e come già avevamo scritto, Barbitistes vicetinus e Calliptamus italicus non sono le uniche due specie di cavallette presenti nell’area del progetto.

In questi giorni, complice l’attesa della comparsa dei primi individui di Calliptamus italicus, è facile confondere la nostra specie-target con altre specie che fanno parte da sempre dell’ambiente e che possono creare preoccupazione, anche se innocue.

Partiamo col dire che Calliptamus italicus non è ancora stato visto dagli operatori del progetto, nonostante i siti di monitoraggio siano stati interamente predisposti e la presenza sul territorio sia costante. Niente specie-target per ora, dunque, ma non tarderà ad arrivare.

Quando emergeranno, a seguito delle schiuse delle uova, i giovani esemplari di Calliptamus italicus saranno riconoscibili perché piccoli (circa mezzo centimetro al momento delle schiuse), molto scuri (bruno scuro, quasi nero) e dalle antenne corte (figura 1).

Neonato di Calliptamus italicus

Figura 1: Neonato di Calliptamus italicus

Una specie con cui ci si può confondere è Euchorthippus declivus, della famiglia Acrididae (come Calliptamus italicus), molto comune e che presenta, a differenza di Calliptamus italicus, una colorazione molto più chiara ed una lunghezza superiore (attorno a 1 centimetro) (figura 2). Nella stessa famiglia sono visibili anche specie del genere Glyptobothrus spp. In ogni caso si tratta di specie non segnalate come dannose.

Figura 2: Euchorthippus declivus. notare la colorazione più chiara (fonte: http://www.pyrgus.de)

Figura 2: Euchorthippus declivus. notare la colorazione più chiara (fonte: http://www.pyrgus.de)

Altre specie visibili fanno parte della famiglia Tettigonidae. Come Tettigonia viridissima, di cui abbiamo già parlato, si tratta di possibili predatori anche a danno delle specie oggetto di studio. Si tratta delle cavallette del genere Pholidoptera spp. ed Eupholidoptera (figura 3); la presenza di queste specie indica che, a seguito delle abbondanti pullulazioni di Barbitistes vicetinus e Calliptamus italicus degli ultimi anni, anche i predatori stanno aumentando di numero, probabilmente grazie alla maggiore abbondanza di prede.

Figura 3: esemplare del genere Eupholidoptera rinvenuto nelle aree di studio. Si noti la parte dell'addome color verde brillante

Figura 3: esemplare del genere Eupholidoptera rinvenuto nelle aree di studio. Si noti la parte dell’addome color verde brillante

Questo tipo di crescita “ritardata” dei predatori rispetto agli erbivori è tipica di molte popolazioni animali, dagli insetti fino ai mammiferi.

Anche in questo caso, il colore degli insetti è molto più chiaro, se non completamente diverso (verde) rispetto al bruno scuro di Calliptamus italicus.

 

Ooteche di Calliptamus italicus

In questi giorni che precedono la comparsa degli individui giovani di Calliptamus italicus, è possibile individuare le zone di riproduzione e deposizione delle uova.

Le uova vengono deposte in strutture cilindriche dette ooteche (o più comunemente “cannelli”) seppellite sotto pochi centimetri di terreno (figura 1, 2 e 3).

Figura 1: Ooteca di calliptamus italicus

Figura 1: Ooteca di Calliptamus italicus

Figura 2: Ooteche di diverse dimensioni

Figura 2: Ooteche di diverse dimensioni

Figura 3: Posizione delle ooteche nel terreno

Figura 3: Posizione delle ooteche nel terreno

L’ambiente ideale per la deposizione delle uova è quello dei terreni incolti o scarsamente lavorati (normalmente a margine delle coltivazioni) con rocce affioranti e con una buona presenza di luce diretta, dunque esposti a sud (figura 4 e 5).

Figura 4: Ambiente tipico per la deposizione delle uova per Calliptamus italicus

Figura 4: Ambiente tipico per la deposizione delle uova per Calliptamus italicus

Figura 5: suolo tipico ideale per il ritrovamento delle ooteche

Figura 5: suolo tipico ideale per il ritrovamento delle ooteche

Da queste strutture usciranno gli individui giovani, secondo le previsioni tra la fine di aprile e l’inizio di maggio.

Per trovare le ooteche è sufficiente individuare un’area idonea e scavare il terreno per qualche centimentro con una normale paletta da giardinaggio.