Calliptamus italicus: è ora di prepararsi

20140513_124832Sono ufficialmente iniziate le schiuse di Calliptamus italicus, la più preoccupante tra le due specie del progetto a causa del suo impatto su prati e colture orticole e per la sua abbondanza negli ultimi anni.

L’obiettivo è quello di agire tempestivamente, in modo tale da ridurre al minimo il numero di individui che raggiungeranno l’età adulta e, di conseguenza, ridurre al minimo i danni.

Nei primi 10/15 giorni dalle schiuse gli individui sono molto piccoli (mezzo centimetro circa), e restano concentrati nelle aree di deposizione delle uova (localizzate in pochi metri quadri), senza spostarsi molto.

In questo primo periodo, a causa della scarsa mobilità e delle ridotte dimensioni, il danno causato da questi insetti è estremamente limitato, dunque è fondamentale che le azioni di controllo raggiungano un rapporto efficacia/danno accettabile.

Considerando che le schiuse, e dunque la comparsa degli individui giovani, continueranno per circa 60 giorni, è fondamentale differenziare le strategie di azione per le realtà domestiche (piccoli orti, giardini e piccole colture hobbistiche) rispetto alle grandi aziende con diversi ettari di terreno coltivato:

Per le piccole proprietà domestiche, qualora fossero individuate le aree delle schiuse, si può procedere ad un trattamento immediato e localizzato alle sole aree di presenza (pochi metri quadri) con prodotti a base di piretro naturale o Spinosad secondo le indicazioni di etichetta. Questi trattamenti potranno essere ripetuti nelle stesse aree se gli insetti comparsi dopo il trattamento dovessero nuovamente raggiungere un’abbondanza notevole (indicativamente nel giro di 20/25 giorni).

Per le aziende di maggiori dimensioni, che avranno al loro interno diverse aree di schiusa, è conveniente aspettare un periodo di 15/20 giorni prima di intervenire utilizzando gli stessi prodotti riportati sopra. l’attesa consentirà di avere un effetto su un numero più elevato di individui, mentre un trattamento immediato su ampie superfici comporterebbe un abbondante utilizzo di prodotti (e dunque costi elevati) che avrebbe effetto solo su quei pochi insetti già emersi dal suolo, lasciando la possibilità di svilupparsi a quegli individui emersi nei giorni successivi.

Nell’attesa di iniziare i trattamenti, i proprietari e i gestori delle aziende agricole sono invitati a verificare la presenza di Calliptamus italicus all’interno dei propri terreni e nelle aree limitrofe, in modo tale da poter agire “a colpo sicuro” quando sarà il momento.

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