Molte specie, molta confusione! Una guida per non confondersi

Come molti avranno notato, e come già avevamo scritto, Barbitistes vicetinus e Calliptamus italicus non sono le uniche due specie di cavallette presenti nell’area del progetto.

In questi giorni, complice l’attesa della comparsa dei primi individui di Calliptamus italicus, è facile confondere la nostra specie-target con altre specie che fanno parte da sempre dell’ambiente e che possono creare preoccupazione, anche se innocue.

Partiamo col dire che Calliptamus italicus non è ancora stato visto dagli operatori del progetto, nonostante i siti di monitoraggio siano stati interamente predisposti e la presenza sul territorio sia costante. Niente specie-target per ora, dunque, ma non tarderà ad arrivare.

Quando emergeranno, a seguito delle schiuse delle uova, i giovani esemplari di Calliptamus italicus saranno riconoscibili perché piccoli (circa mezzo centimetro al momento delle schiuse), molto scuri (bruno scuro, quasi nero) e dalle antenne corte (figura 1).

Neonato di Calliptamus italicus

Figura 1: Neonato di Calliptamus italicus

Una specie con cui ci si può confondere è Euchorthippus declivus, della famiglia Acrididae (come Calliptamus italicus), molto comune e che presenta, a differenza di Calliptamus italicus, una colorazione molto più chiara ed una lunghezza superiore (attorno a 1 centimetro) (figura 2). Nella stessa famiglia sono visibili anche specie del genere Glyptobothrus spp. In ogni caso si tratta di specie non segnalate come dannose.

Figura 2: Euchorthippus declivus. notare la colorazione più chiara (fonte: http://www.pyrgus.de)

Figura 2: Euchorthippus declivus. notare la colorazione più chiara (fonte: http://www.pyrgus.de)

Altre specie visibili fanno parte della famiglia Tettigonidae. Come Tettigonia viridissima, di cui abbiamo già parlato, si tratta di possibili predatori anche a danno delle specie oggetto di studio. Si tratta delle cavallette del genere Pholidoptera spp. ed Eupholidoptera (figura 3); la presenza di queste specie indica che, a seguito delle abbondanti pullulazioni di Barbitistes vicetinus e Calliptamus italicus degli ultimi anni, anche i predatori stanno aumentando di numero, probabilmente grazie alla maggiore abbondanza di prede.

Figura 3: esemplare del genere Eupholidoptera rinvenuto nelle aree di studio. Si noti la parte dell'addome color verde brillante

Figura 3: esemplare del genere Eupholidoptera rinvenuto nelle aree di studio. Si noti la parte dell’addome color verde brillante

Questo tipo di crescita “ritardata” dei predatori rispetto agli erbivori è tipica di molte popolazioni animali, dagli insetti fino ai mammiferi.

Anche in questo caso, il colore degli insetti è molto più chiaro, se non completamente diverso (verde) rispetto al bruno scuro di Calliptamus italicus.

 

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